"...buone nuove"dal Bistek

Antonio lascia la cucina, e dal computer manda questa E.Mail per i golosi amici del ristorante. Ornella, spesso musa ispiratrice, pazientemente legge, commenta e sottoscrive.

inviata la prima volta 12 Febbario 2005

"...con la Candelora da l'inverne sen fora! Ma se piove e tira vento, dell'inverno sem dentro"

Giornata fredda, rigida, per fortuna senza nebbia, con bella e luminosa mattinata di sole che permette salutare camminata in giardino per ritrovare il gusto di gironzolare tra piante e arbusti, ancora grigi e  bruttini per le fredde gelate notturne. Ma sotto sotto qualche timido germoglio lo vedi spuntare,  e mi dispiace tagliare e tagliare, per mettere ordine tra i rami, sacrificando turgidi germogli e rametti appena nati. Ma come dice Ornella, ho pollice "verde scarico", e pertanto mi ritiro velocemente in casa, e con la TV del Gambero Rosso mi faccio  virtuali scorpacciate enogastronomiche..., che poi brucio in lunghe camminate su "tapet roulant" strategicamente disposto davanti allo schermo TV.  Dopo 20 minuti a 1,8 di velocità con battiti a 105/110 ho percorso ben 600 metri e bruciato 30,6 calorie. Che vita, che vita dura ! !  Molto più gratificante la bella tavolata con amici fidati! Magari alle 13 del Sabato, al Bistek con Menù degustazione dedicato ai formaggi.

... alle 13.00 del Sabato: a tavola con gli amici del Bistek!

Ricette con prodotti di fidati fornitori, amici che portano le loro specialità al ristorante. Un patrimonio unico,  indispensabile per ogni buona cucina, per ogni grande ricetta! 

Menù degustazione solo per il Sabato durante il pranzo delle 13.00

Sabato 5,12,19,26 Febbraio 2005       …“formaggi in cucina!”

 la nostra selezione di formaggi come ingrediente principale delle ricette

Degustazione di cinque portate con servizio dei quattro bicchieri di vino, compreso acqua, caffè, distillato e coperto al costo di € trentacinque/00 a persona, proposto per almeno due commensali.

   ________________________Per i "Venerdì della tradizione cremasca"       

E’ bello e salutare trasgredire durante digiuno Quaresimale :

"...al Bistek per fare il porco!"

con il Menù degustazione per la cena di Venerdì 25 Febbraio

Menù degustazione, completo di ogni portata, vini in abbinamento, caffè e distillato:

Euro 40,00 (quaranta/00)        E' indispensabile la prenotazione !!!

___________________________________________________Antonio  e Ornella

"In Internet trovo irresistibile racconto  dell'amico Bartoli... in tema con la mia Mail"   

BARTOLI fotografo dalla nascita, non è il nome, il nome è decisamente peggio, Lilluccio, l'hanno proprio intitolato così ( ha la fotografia nel sangue che è di buona annata, con i globuli bianchi formato 10x15 e quelli rossi formato 20x30, gruppo O rh diapositivo: logico per un fotografo ! ). Altre puttanate sono scritte negli altri link, vacci se hai coraggio...

RACCONTO DEL LETTORE

Festa del maiale: ovvero far la festa al maiale...

Sono stato invitato ad una festa del maiale, è probabile che il suino mi rubi il ruolo di protagonista. I miei denti, alla sola idea, non hanno ancora smesso d' applaudire. La festa del maiale è una poesia scritta più che a strofe , a scrofe, (battuta very verri nice!)
Scrivesi festa, pronunciasi funerale e trattandosi di funerale di un familiare che ha affrontato della morte a fronte della mortadella, sono disposto a lutto, pur di presenziare da pari a pari  alle esequie  (ex equo: ecco perché da pari a pari) di un ex suino. E' pane per miei denti e con la mortadella è la morte sua, certo non mia. Più che una dimostrazione d'affetto è da affettato, passaggio obbligato per tramutarsi da scontroso a squisito, come lo diventò, quando, trasferendosi da Abbiategrasso a Grosseto (in maremma maiala) incontrò  la donna -si fa per dire-  della sua vita.
Al primo incontro si preparò dopo un bel bagnetto nell' acqua calda con carota sedano e cipolla (perché era cotto di lei) fischiettando il motivo del film "Torna a casa lessi" (film recitato da cani che hanno visto tutti: cani e porci).

Quand' erano a  tavola (molto prima di esserci in veste di antipasti)  lui le faceva affettuosamente il piedino (col piede di porco) e la voleva sempre accanto alle altre posate (così d' avere cucchiaio coltello e phorchetta sempre vicini) e poter parlare del suo sogno d' andare in Sudamerica dove metter su casa in Cile: il porcile. L' idea di finire in medio oriente dove tutti lo avrebbero salutato con "Salam!" gli faceva venire l'Arabia. Ricordo d'aver fatto io le foto per il passaporco.  

Progettavano una vita insieme nella nuova casa  (una casa dove poter appendere, non dei prosciutti, ma un suo ritratto osè: la Maial desnuda)   lui avrebbe messo su pancetta e voleva che lei facesse un po' di soldi con la fessurina sulla schiena come aveva visto su tutti i salvadanai a forma di porcellino. Lei accolse gioiosa la sua richiesta e fece molti soldi  con la fessurina posizionata diversamente. La storia finì quando la porcella chiese la parcella, e lui  le disse "porca puttana".
La festa la si fa (notare le note, please: la si fa, note dolenti per il porco) da quando la miseria aveva più libera circolazione di oggi (ecco perché si dice porca miseria) , il grasso del maiale era l' unico "unto" usato in cucina e solo in casi estremi (vedi estrema unzione) infatti, a quei tempi, non c' era certo il pericolo del colesTirolo - Alto Adipe (e con questa fesseria faccio una magra figura così sembro più snello).
Strana festa, quella del maiale, il festeggiato, abitualmente dissente dall' esserlo, ed esprime tutto il suo disappunto quando è fatto oggetto delle attenzioni del "masalèer-norcino" (un incrocio tra macellaio e lanciatore di coltelli con diritto di precedenza -trattandosi di un incrocio- per quest' ultimo) infatti non è così scemo d' aver le fette di salame sugli occhi per non capire che lo stanno prendendo per il culatello e che si trova in un mare di guai.
Se fosse in una montagna di guai -dato che lo stanno prendendo per il culatello- la montagna sarebbe il Kiappa 2 nella catena dell' Himayala, montagna che, per essere scalata, abbisogna di qualcosa di pìu pesante della maglieria intima di marca (vedi Robe di Kiappa).
Torniamo al mare di guai al quale prestare molta attenzione (e poi farsela restituire -se si presta l' attenzione poi si restituisce- non so se rendo l' idea, dato che nessuno me l' ha prestata) e quindi, come si dice da noi "stare alla gatta" (ovvero prestare  attenzione, e daje col prestare!) perchè tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampone. La gatta è un felino e il salame di Felino (sono due cose diverse) hanno qualcosa in municipio, cioè in comune: la pelle; infatti sia il Felino che la gatta, sono da pelare. 

In questo mare vorrebbe prendere il largo, ma il masalèer invece di fargli prendere il largo, va a prendergli il lardo e così, rapinato del grasso (tipico caso di grassazione) griderà inutilmente al lardo! al lardo!
Il lavoro del masalèer è quasi religioso: all' oratorio un prete malaticcio, il curato, lo vedeva sempre presente all' ora di cotechismo dove apprendeva che le reliquie partivano dal sangue di San Gennaro per arrivare al prosciutto di San Daniele (con San Secondo a fargli da spalla) e con la benedizione di San Giovese.
Sarà una premura del "masalèer" sfilargli il maglioncino di setole (il pig maglione), fatto con la porcellana  (porcell lana) e a mettere in ordine i suoi ossicini sentendosi prima sp-ossato poi di strutto. Tuttavia la sua riottosa contrarietà viene poi meno, affievolendosi via via in lucaniche et simili, uscendo dalla festa non malconcio , ma ben concio (quindi conciato per le feste) con dovizia di droghe e spezie alle quali, in seguito, si sentirà particolarmente legato......... con appropriati lacci suin generis. 

www.bartoliclick.com

sì, faccio danni anche li(nk)